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CHE DOULA SONO?

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È sempre difficile descrivere le proprie competenze e qualità sia nella vita quotidiana che nella vita professionale, non si vuole mai peccare di ego.

Più che parlare di che doula sono, posso parlare di che doula sono diventata, nonostante la mia passione, la mia missione di vita che è qualcosa di innato è l’esperienza che ti fa crescere e maturare, ma anche l’essere diventata mamma mi ha migliorato in meglio, mi ha avvicinato ancora di più alle altre donne, ho potuto sperimentare tutte le emozioni, le sensazioni che le donne provano da diventare da figlie a mamme.

Un vero proprio salto nel vuoto e come molte mamme non ho avuto la fortuna di avere mia madre al mio fianco, mio marito è stato sicuramente molto attento e molto premuroso ma la nostra primogenita è stata sicuramente molto impegnativa.

Ho sperimentato la felicità per quel piccolo esserino tra le mie braccia ma anche la stanchezza, la mia vita che era cambiata, il sentirmi sola, il dubbio di essere una buona madre, il riscoprirmi non solo madre ma anche moglie, ricostruire la mia coppia, come costruire la triade.

Negli anni grazie alla mia maternità e alla mia esperienza posso dire di aver fatto mio cosa significa accompagnare una donna, non è solo acquisire dei termini ma averli dentro di sé, saper stare accanto alla donna ascoltando senza giudizio, con dolcezza, mettendola a proprio agio ma facendola sentire anche sicura e competente.

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LA MIA STORIA 

La mia passione per la maternità è nata sin da bambina, sono sempre stata molto colpita dalla gravidanza e sin da piccola mi piaceva occuparmi dei bimbi piccoli.

La mia prima esperienza è stata quando a 11 anni è nato mio fratello.

 

Per me l’arrivo di mio fratello è stato il dono più prezioso, ma ho anche scoperto anche cosa significa per una donna sentirsi sole soprattutto quando non si è nella propria città di origine.

La vita non mi ha portato subito a seguire la mia missione di vita: sostenere le mamme in gravidanza e nel dopo parto ma la maternità è sempre stato un richiamo, quando ho iniziato a fare volontariato per l'Africa la mia attenzione era sempre per i  più piccoli,  durante i miei viaggi non c’era giorno che non avevo un bimbo africano tra le braccia.

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All' età di 25 anni ho deciso di fare la tata, esperienza bellissima che mi ha formato molto, è iniziata con un bambino di 2 anni e poi sono arrivati altri 2 fratelli, li ho visti crescere pian piano nel pancione della loro mamma e poi finalmente nascere, è in questo periodo che ho capito che il mio lavoro doveva essere approfondito, che non dovevo occuparmi solo del neonato ma anche della mamma, mentre nascevano in me mille riflessioni, nuovi progetti sono rimasta incinta della mia prima bimba.

Ed è stato lì quasi per caso nei primi mesi di gravidanza che ho trovato un articolo su una nota rivista femminile che parlava della figura della doula e scopro che a breve sarebbe iniziata una formazione e anche se il mio pancione iniziava a crescere ho deciso che era il momento giusto per intraprendere questo percorso.

Un’esperienza bellissima, non solo mi formavo per altre mamme ma anche per la nascita della mia bimba. Al corso di doula il lavoro personale ed emotivo era molto importante per poter stare accanto alle mamme e ognuno di noi aveva la propria doula. La mia doula è stata un angelo per me, è incredibile come le persone si scelgono, quell' empatia che nasce dal cuore, che senti al primo sguardo. Il percorso con lei è durato molti mesi e ancora oggi c’è un legame profondo, e ancora oggi ricordiamo con la stessa emozione la nascita di Beatrice.

 

 

 

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Ricordo le parole dolci della mia doula, l' accompagnarmi a ogni contrazione, il sostegno che dava al mio partner, l' energia che si è creata tra le mura domestiche prima di arrivare in ospedale, la telefonata della nascita di Beatrice mentre lei era lì in piena notte ad attendere il suo arrivo dietro una porta, il saluto tra  una porta che ci divideva per fargli vedere la mia piccolina, il ritorno a casa con lei ci aspettava pronta a sostenermi emotivamente e incoraggiarmi per l' allattamento.

Il mio primo parto è stato così bello che la mia seconda bimba è nata in casa, la mia doula ancora una volta era con me questa volta fino alla fine e nessuna porta ci divideva, oltre a lei c'era una piccola tribù femminile: due ostetriche, due amiche e la mia primogenita.

Un’energia femminile molto potente sorretta da mio marito che nel silenzio mi ha sostenuto.

Vi chiederete perché ho scelto un parto in casa nonostante abbia avuto un primo parto ospedaliero molto bello.

 

Nel primo parto è stato difficile uscire di casa nel pieno delle contrazioni, entrare in pronto soccorso per la visita senza mio marito e la mia doula, monitoraggio e visita durata due ore in piena solitudine e anche se ero in una stanza separata sentivo altre donne partorire, non posso negare che le contrazioni si sono rallentate parecchio in quel momento di solitudine, sentivo di voler fuggire e di voler cercare una tana per me e la mia bambina.

Accertato che il travaglio era iniziato, prelievo del sangue, ago nel braccio perché per qualsiasi urgenza sei pronta, e per finire la burocrazia che non ha limiti domande e domande tra una contrazione e l’altra.

Finalmente compilata la mia scheda per il ricovero ero nella mia stanza con mio marito ma la mia doula non poteva entrare, quanto avrei voluto averla con me.

Il travaglio è stato veloce, l’ostetrica fantastica ha rispettato tutte le fasi espulsive, non ha avuto fretta, mi ha permesso di stare nelle posizioni libere, dolcissima era proprio per una nascita senza violenza. Beatrice sul mio petto appena nata, ma non nego che spostarsi dalla stanza travaglio, alla sala parto al bagno non è stato semplice e lì mio marito che era spaventato per un parto in casa ricordo che mi ha detto " era meglio che partorivi a casa" e per la nascita di Elisabetta la nostra secondogenita l’ho accontentato, è nata a maggio in piena primavera e anche abbastanza velocemente, io le racconto sempre che è uscita come un razzo.

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Mi sento di consigliare un parto in casa per l’intimità, essere in casa tua con le persone che ami non è come essere in ospedale, e la sicurezza non è mai stato un fattore di preoccupazione due ostetriche al tuo fianco sempre, controllano costantemente come procede il tuo travaglio. Partorire in casa, ti fa sentire a tuo agio, amata si attiva l’ossitocina l’ormone dell’amore, l’ormone che ti serve per partorire. Sei libera di muoverti, partorire come meglio credi, e se oltre alle ostetriche hai una doula è una risorsa in più, può massaggiarti liberamente, occuparsi della casa, dei pasti, aiutarti con fratelli più piccoli e sostenere il tuo partner che spesso viene dimenticato ma anche lui sta diventando padre.

Io e la mia bambina dopo la sua nascita eravamo magicamente nel lettone, io e lei, abbiamo anche limitato le visite dei parenti, non ho dovuto sballottarla dall' ospedale a casa e fargli riprendere i ritmi sonno veglia, ogni giorno le mie ostetriche erano con me, la mia salute e il mio allattamento monitorato di continuo. Mi sentivo una regina così come ogni donna dovrebbe sentirsi dopo il parto.

Cv professionale

Nel 2013 mi sono diplomata come Doula con la scuola Mondo Doula

Nel 2014 è iniziata la mia esperienza lavorativa a un fantastico progetto " Fiocchi in Ospedale" a Niguarda.

Il progetto promosso da Save The Children in collaborazione con Mitades ha l’obiettivo di sostenere donne in difficoltà economiche, psicologiche durante la maternità.

È stata la più grande scuola di formazione, un progetto che rimarrà sempre nel mio cuore. Ho incontrato molte mamme ognuno con la sua storia, stare al fianco di queste donne è stato arricchente.

Dal 2019 sono in libera professione accompagno le donne, la coppia nel percorso della maternità dalla gravidanza fino ai primi mesi del bambino.

Ho una particolare attenzione per il rientro a casa dopo l’ospedale dove le mamme hanno bisogno di un particolare sostegno emotivo e un aiuto pratico. È un momento molto delicato per la diade e triade che si sta costruendo, ci sono dubbi, insicurezze, bisogno di sentirsi una mamma adeguata, di rielaborare il proprio parto.

La mia formazione si arricchisce inoltre di altre competenze per affiancarti a livello emotivo, energetico e pratico:

 

  • Diploma di Educatrice Perinatale presso il Centro Studi MIPA
  • Consulente alla pari in allattamento secondo le indicazioni OMS/UNICEF con Tiziana Catanzani, 40 ore oms/unicef
  • Allattamento al seno: protezione, promozione e sostegno. Formazione basata sul corso 20 ore oms/unicef presso ASSR Grande Ospedale Metropolitano Niguarda
  • Certificazione “il sonno dei bambini da zero a tre anni” strumenti per l’accoglienza e il sostegno ai genitori, organizzato dall’Associazione Il Melograno Centro Informazione Maternità e Nascita di Verona.
  • Attestato di Baby Sitter Professionale (sviluppo competenze per accudimento minori), finanziato dal fondo sociale Europeo in collaborazione con Cesed (centro servizi didattici società cooperativa sociale)
  • In formazione con Dominique Degranges in "Prenatal and Birth Therapy".
  • In formazione come Puericultrice presso Tecnica 2000

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